Calcola le tasse sull'immobile

L'immobile è

In questi comuni il reddito IRPEF si riduce di un ulteriore 30%.

Il 21% vale per un solo immobile a scelta; per gli altri la cedolare è al 26%.

Stipendio o pensione imponibile (punto 1 o 4 della CU). Servono per l'aliquota e le detrazioni.

I tuoi altri redditi sono

Quella di residenza al 1º gennaio: serve per l'addizionale regionale.

Prima scegli la regione, poi scrivi le prime lettere del comune e sceglilo dall'elenco: serve per l'addizionale comunale.

Regole fiscali 2026.

Federica affitta il bilocale ereditato: cedolare o IRPEF?

Federica, impiegata a Bologna con 34.000 € di reddito imponibile, affitta un bilocale a 800 € al mese con un contratto libero 4+4: 9.600 € l'anno.

  • Con la cedolare secca al 21% paga 2.016 € di imposta. Il canone però conta nel reddito complessivo per le detrazioni: la detrazione per lavoro dipendente e quella del cuneo fiscale scendono di 1.606,69 €. In tutto 3.622,69 €.
  • Con l'IRPEF ordinaria il 95% del canone, 9.120 €, si somma allo stipendio e viene tassato al 33% più le addizionali, con le stesse detrazioni ridotte: 4.942,79 €, più 96 € di imposta di registro. In tutto 5.038,79 €.

La cedolare le fa risparmiare 1.416,10 € l'anno. Con un contratto a canone concordato in un comune ad alta tensione abitativa come Bologna, la cedolare scende al 10% e il risparmio sale a 1.471,27 €.

Cedolare secca 2026: aliquote e regole

ContrattoCedolare seccaIRPEF ordinaria: reddito tassato
Libero 4+421%95% del canone
Canone concordato10%95% del canone, 66,5% nei comuni ad alta tensione abitativa
Affitto breve, primo immobile21%95% del canone
Affitto breve, altri immobili26%95% del canone

Con la cedolare non si pagano addizionali, imposta di registro e bollo sul contratto, ma il proprietario rinuncia all'aggiornamento ISTAT del canone. Dal 2026, chi destina ad affitti brevi più di due appartamenti è considerato un'attività d'impresa e non può più usare la cedolare.

Quando l'IRPEF ordinaria può convenire

Con redditi bassi l'aliquota IRPEF è al 23% e la differenza si riduce. Se Federica guadagnasse 14.000 €, l'affitto in regime ordinario le farebbe perdere anche il trattamento integrativo e la somma esente del cuneo: la cedolare costerebbe 2.506,80 €, l'IRPEF 3.088,97 €. Conviene comunque la cedolare, ma di meno.

L'IRPEF ordinaria torna utile soprattutto quando ci sono molte spese detraibili da recuperare (ad esempio rate di bonus edilizi) e un'imposta altrimenti troppo bassa per usarle, oppure per gli affitti a società, esclusi dalla cedolare.

Seconda casa non affittata: quando si paga l'IRPEF

Per gli immobili non affittati l'IMU sostituisce l'IRPEF. C'è un'eccezione: le abitazioni a disposizione nello stesso comune dell'abitazione principale pagano l'IRPEF sul 50% del reddito fondiario, calcolato così:

rendita × 1,05 (rivalutazione) × 4/3 (immobile a disposizione) × 50%

Con una rendita di 720 € il reddito imponibile è di 504 €. Per Federica, con 34.000 € di stipendio, costa 291,10 € in più tra IRPEF, addizionali e detrazioni ridotte; in più c'è l'IMU. Se la casa fosse in un altro comune, pagherebbe solo l'IMU.

Le case date in comodato gratuito a un familiare seguono la stessa regola delle case a disposizione: niente IRPEF se l'IMU è dovuta, salvo il caso dello stesso comune.

Domande frequenti su affitti e seconde case

Come si calcola il reddito di un immobile affittato?

In regime ordinario è il 95% del canone annuo (66,5% per i contratti concordati nei comuni ad alta tensione abitativa), o la rendita catastale rivalutata se più alta. Con la cedolare si applica l'aliquota fissa all'intero canone.

La cedolare secca conviene sempre?

Quasi sempre per chi ha un'aliquota IRPEF del 33% o del 43%. Con redditi bassi la differenza si riduce; va valutata caso per caso se ci sono molte detrazioni da recuperare.

Si paga l'IRPEF su una seconda casa sfitta?

Solo se si trova nello stesso comune dell'abitazione principale: in quel caso sul 50% del reddito fondiario. Altrimenti si paga solo l'IMU.

Il canone in cedolare conta per l'ISEE e le detrazioni?

Sì: il reddito in cedolare entra nel reddito complessivo per calcolare detrazioni, bonus e ISEE, anche se non paga l'IRPEF.

Aggiornato il 24 ottobre 2026 · Testo a cura della redazione di simulazionecalcolo.it · Come lavoriamo