Calcola l'acconto IRPEF

Nel modello Redditi è il rigo RN34; nel 730 è la voce «Differenza» del prospetto di liquidazione 730-3.

Metodo di calcolo

Se paghi meno del dovuto e la previsione risulta sbagliata, scattano sanzioni e interessi.

Imprese e professionisti con ricavi fino a 5.164.569 €, esclusi i forfettari.

Regole per le persone fisiche.

Come si calcola l'acconto IRPEF: un esempio

Giovanni è un dipendente di Ferrara che nel 2025 ha avuto anche redditi da un appartamento affittato senza cedolare. Nel modello Redditi 2026 il rigo RN34 «differenza» vale 1.840 €.

  1. L'importo supera 51,65 €, quindi l'acconto 2026 è dovuto per intero: 1.840 €.
  2. Prima rata, il 40%: 736 €, da pagare entro il 30 giugno 2026 insieme al saldo 2025.
  3. Seconda rata, il 60%: 1.104 €, entro il 30 novembre 2026.

Se Giovanni fosse un professionista soggetto agli ISA, le due rate sarebbero di 920 € ciascuna.

Le soglie da ricordare

Rigo differenzaCosa succede
fino a 51,65 €Nessun acconto
da 51,66 € a circa 257 € (206 € per i soggetti ISA)Acconto in un'unica rata entro il 30 novembre, perché la prima sarebbe sotto i 103 €
importi più altiDue rate: 40% a giugno e 60% a novembre (50% e 50% per i soggetti ISA)

Con un rigo differenza di 220 €, ad esempio, si paga tutto entro il 30 novembre. La prima rata si può versare anche entro il 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%.

Metodo previsionale: quando conviene

Se sai che quest'anno guadagnerai meno, per esempio per un periodo senza lavoro o per spese detraibili più alte, puoi calcolare l'acconto sull'imposta che prevedi per il 2026 invece che su quella dell'anno scorso. Giovanni, che ha venduto l'appartamento a inizio 2026, stima un'IRPEF netta di 900 €: versa 360 € a giugno e 540 € a novembre.

Il rischio è sbagliare la previsione: se l'acconto versato risulta inferiore a quello dovuto, si pagano la sanzione per omesso versamento e gli interessi sulla differenza, che si possono ridurre con il ravvedimento operoso.

Con il 730 l'acconto lo trattiene il datore di lavoro

Chi presenta il 730 non usa l'F24: il datore di lavoro o l'INPS trattengono il primo acconto nella busta paga o nella pensione di luglio (o agosto e settembre per i pensionati) e il secondo in quella di novembre. Se non vuoi che l'acconto sia trattenuto, o vuoi ridurlo con il metodo previsionale, puoi indicarlo nel quadro F del 730.

Gli stessi meccanismi valgono per l'acconto della cedolare secca, mentre per l'addizionale comunale l'acconto è il 30% dell'imposta dell'anno precedente.

Domande frequenti sugli acconti IRPEF

Come si calcola il secondo acconto IRPEF?

È la differenza tra l'acconto totale (100% del rigo differenza) e la prima rata già versata: di solito il 60%, oppure il 50% per i soggetti ISA.

Quando si paga l'acconto IRPEF 2026?

La prima rata entro il 30 giugno 2026 (o il 30 luglio con lo 0,40% in più), la seconda entro il 30 novembre 2026.

Si può rateizzare l'acconto IRPEF?

La prima rata, insieme al saldo, si può dividere in rate mensili fino a novembre con gli interessi; la seconda rata va pagata in un'unica soluzione.

Chi ha solo reddito da lavoro dipendente paga l'acconto?

Di solito no, perché le ritenute in busta paga coprono l'imposta e il rigo differenza è zero. L'acconto nasce se ci sono altri redditi senza ritenuta, come affitti o lavori occasionali.

Aggiornato il 24 ottobre 2026 · Testo a cura della redazione di simulazionecalcolo.it · Come lavoriamo