Calcola il netto forfettario

Compensi incassati nell'anno (criterio di cassa), compresa l'eventuale rivalsa INPS del 4%.

Contributi previdenziali

Contributo soggettivo, ad esempio 14,5% Cassa Forense, 16% Inarcassa.

Non si deducono, ma riducono quanto ti resta davvero.

Solo regime forfettario, aliquote INPS e regole fiscali 2026. Il regime ordinario non è calcolato.

Il conto di un consulente con 40.000 € di compensi

  1. Reddito forfettario: 40.000 × 78% = 31.200 €.
  2. Contributi alla gestione separata: 26,07% di 31.200 = 8.133,84 €.
  3. Reddito imponibile: 31.200 − 8.133,84 = 23.066,16 €.
  4. Imposta sostitutiva al 15%: 3.459,92 €.
  5. Netto: 40.000 − 8.133,84 − 3.459,92 = 28.406,24 € l'anno, 2.367,19 € al mese.

Se l'attività è nuova e ha i requisiti per l'aliquota del 5%, l'imposta scende a 1.153,31 € e il netto sale a 30.712,85 €. Le spese reali (computer, coworking, software) non si deducono: il coefficiente le considera già in modo forfettario.

Gestione separata, artigiani e commercianti

CassaCome si calcola nel 2026
Gestione separata26,07% del reddito forfettario, senza minimo
Artigiani24% su un minimale di 18.808 € (4.513,92 € fissi anche con redditi più bassi) e 24% sulla parte oltre
Commercianti24,48% con lo stesso minimale (4.604,20 € fissi) e sulla parte oltre
Casse professionaliAliquota propria della cassa (avvocati, ingegneri, architetti, commercialisti)

Per artigiani e commercianti si aggiungono 7,44 € di contributo di maternità. Chi è in forfettario può chiedere all'INPS la riduzione del 35%, che però riduce anche la pensione futura.

Un falegname con 55.000 € di ricavi (coefficiente 86%) ha un reddito di 47.300 €, versa 11.359,44 € di contributi, 5.391,08 € di imposta e tiene 38.249,48 €.

Chi può stare nel forfettario

  • Ricavi dell'anno precedente fino a 85.000 €. Se si superano i 100.000 € durante l'anno si esce subito e si applica l'IVA già dalla fattura che supera il limite.
  • Redditi da lavoro dipendente o pensione dell'anno prima non oltre 35.000 €.
  • Niente fatture prevalentemente al datore di lavoro attuale o degli ultimi due anni.
  • Spese per collaboratori e dipendenti fino a 20.000 € l'anno.

Il 5% spetta per cinque anni a chi non ha avuto altre attività nei tre anni precedenti e non prosegue un lavoro svolto prima come dipendente.

Partita IVA o lavoro dipendente

A parità di cifra, 40.000 € di compensi forfettari non valgono 40.000 € di stipendio lordo: il dipendente ha anche tredicesima, TFR, ferie pagate e malattia, e i contributi a suo carico sono solo il 9,19%. Per confrontare le due strade si può calcolare lo stipendio netto in busta paga con la stessa cifra lorda.

I contributi e l'imposta si pagano con acconti a giugno e novembre e saldo l'anno dopo: nel primo anno di attività non si versano acconti, ma l'anno successivo arriva il saldo più il primo acconto.

Domande frequenti sulla partita IVA forfettaria

Quanto resta netto su 30.000 € di fatturato forfettario?

Per un professionista in gestione separata con imposta al 15%: circa 21.300 € l'anno, 1.775 € al mese. Con l'aliquota del 5% circa 23.030 €.

Nel forfettario si paga l'IRPEF?

No. L'imposta sostitutiva del 15% o del 5% sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali e IRAP. Non si applica neanche l'IVA in fattura.

I contributi INPS si deducono?

Quelli versati nell'anno si tolgono dal reddito forfettario prima di calcolare l'imposta. Il calcolatore li considera pagati nello stesso anno.

Cosa succede se supero 85.000 € di ricavi?

Si resta nel forfettario fino al 31 dicembre e si passa al regime ordinario dall'anno dopo. Oltre i 100.000 € l'uscita è immediata.

Fonti ufficiali

Calcoli collegati

Aggiornato il 24 ottobre 2026 · Testo a cura della redazione di simulazionecalcolo.it · Come lavoriamo